Dopo la ingiusta assoluzione dell’agente Wilson i cittadini Usa disapprovano la sentenza e scendono in piazza Francesco

USA –La notte del 25 Novembre è  riesplosa la violenza razziale negli Stati Uniti. Dopo la decisione del Grand Jury di non incriminare l’agente Darren Wilson, la comunità africana ha dato vita a violente proteste. Ferguson, cittadina situata nella contea di Saint Louis in Missouri, è nel caos. Numerosi edifici sono stati dati alle fiamme e si registrano violenti scontri tra forze dell’ordine e africani che si sono resi protagonisti di saccheggi.  Sono stati esplosi anche colpi di arma da fuoco. Jon Belmar, capo della polizia locale ha dichiarato che nella notte tra il 25 e il 26 Novembre sono state arrestate 29 persone e che quella appena trascorsa è stata la “peggiore notte” di scontri nella storia recente della città.

Ferguson

Ma anche in altre città la gente e non solo le comunità afro americane sono scese in piazza per manifestare la loro disapprovazione della sentenza assolutiva. Anche New York ha visto grandi cortei e manifestazioni e si è assistito a scontri con le forze dell’ordine. Molti i cartelli che denunciano che quella USA è una dittatura razzista. Scontri tra manifestanti e polizia si registrano un po’ ovunque negli USA, come non si vedevano dall’epoca delle contestazioni della guerra del  Vietnam. In alcune città il governo è ricorso all’esercito per sedare violente manifestazioni. Un problema in più per l’attuale Presidente Obama, che deve fronteggiare lotte socio razziali di entità rilevante.   Secondo i giudici non ci sono prove sufficienti per incriminare Wilson, il poliziotto bianco che il 9 agosto sparò al nero  Michael Brown. Dopo l’annuncio del procuratore della contea Robert McCulloch sono iniziati gli scontri tra i manifestanti e la polizia. “E’ compito del grand jury di separare i fatti dalla fantasia, non esistono prove concrete per presentare nessuna accusa contro Darren Wilson”. Così il procuratore di St. Louis, Robert McCulloch, ha annunciato nella conferenza stampa la scorsa notte la decisione presa dai 12 giurati di confermare la tesi dell’autodifesa. L’agente avrebbe quindi agito per legittima difesa, e non perché “razzista”. Naturalmente la maggioranza dell’opinione pubblica, sia nera che bianca, non ha accettato queste giustificazioni ed è scesa in piazza per manifestare tutto il proprio sdegno e disapprovazione. Si presenta un futuro molto difficile nella società USA, scossa da proteste violente e di una  vastità sino ad oggi mai vista.

 

Circolo Culturale Proletario di Genova